Mercoledì riprenderò in pieno la mia attività a L’Aquila. Sono seriamente preoccupato di quello che avviene in queste ultime settimane nel mondo giovanile dall’infanzia fino all’adolescenza.
Qualche tempo fa ho scritto e trasmesso alle autorità competenti il mio grido di allarme per l’abbassamento progressivo dell’età dei giovani con problemi di disagio psichico. Riportavo l’esperienza vissuta personalmente di bambini di 8 – 10 anni al Bambin Gesù di Roma con problemi di depressione grave che li portava fino all’autolesionismo e a progetti suicidari.
Nello stupore della collettività non partecipe delle dinamiche giovanili che s’interroga come possono succedere fatti del genere avviene che una bambina di 10 anni prima del menarca venga abusata, stuprata e ricattata da due quasi coetanei per due anni nell’indifferenza degli adulti.
Avviene che un bambino di 8 anni viene insultato, aggredito e picchiato fino a sfigurarlo da tre bambini coetanei durante una festa di compleanno.
Avviene che un giovane di 15 anni viene spinto al suicidio da bulli durante il suo percorso scolastico perché troppo “sensibile” e non corrispondente ai loro canoni di bellezza machista.
E’ sopportabile tutto questo ? Io continuerò ad essere una vox clamantis in deserto o qualcuno inizierà a capire che i rischi cui sono sottoposti le nuove generazioni sono infinitamente più invasivi di quelli delle precedenti generazioni ?
Dirò fino alla nausea che i bambini e i giovani attuali non sono affatto peggiori di chi li ha preceduti, ma il mondo nel frattempo, e non mi riferisco solo ai social , è diventato più complesso anzi più aggressivo verso queste tenere fasce di età .
Prego i docenti che hanno iniziato in questi giorni il nuovo anno scolastico di capire che anche la loro professione è profondamente cambiata in questi ultimi anni facendo alzare l’asticella del rischio per il benessere dei bambini e giovani a livelli ormai insopportabili. Prego i genitori di essere sempre più concentrati sui problemi esistenziali dei loro figli senza derubricarli.
Non si deve voltare la testa da un’altra parte .
Ferdinando di Orio




