Avevo un cane nero: il suo nome era depressione.

Questo breve video racconta la storia della depressione dello scrittore e illustratore Matthew Johnstone e di come l’ha superata, lo ha realizzato   in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità  in occasione della Giornata mondiale della salute mentale nel 2012.  Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale di Matthew Johnstone.

Nel peggiore dei casi, la depressione può essere una condizione spaventosa e debilitante. Milioni di persone in tutto il mondo vivono con la depressione. Molti di questi individui e le loro famiglie hanno paura di parlare delle loro lotte e non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto. Tuttavia, la depressione è ampiamente prevenibile e curabile. Riconoscere la depressione e cercare aiuto è il primo e più critico verso la ripresa.

Per ulteriori informazioni sulla salute mentale e la depressione visita  il sito dell’ OMS http://www.who.int/en/

Trascrizione integrale del testo .
Avevo un cane nero: il suo nome era depressione.
Ogni volta che il cane nero appariva, mi sentivo vuoto e la mia vita sembrava rallentare; mi sorprendeva con le sue visite senza ragioni o occasioni speciali.
Il cane nero mi faceva vedere e sentire più vecchio rispetto ai miei anni.
Quando il resto del mondo si godeva la vita, io riuscivo a vederla solo attraverso il cane nero.
Le cose che prima amavo fare non mi interessavano più, gli piaceva rovinarmi l’appetitosa mangiò la mia memoria e la mia capacità di concentrazione: fare qualcosa o andare da qualche parte con il cane nero richiedeva uno sforzo sovrumano.
Nelle occasioni sociali fiutava la mia autostima e la faceva sparire.
La cosa che più mi spaventava era essere scoperto: avevo paura di essere giudicato.
Per via delle dimensioni sempre più grandi del cane nero, vivevo nel terrore di essere scoperto, mi impegnavo tantissimo per cercare di nasconderlo, vivere con una bugia emotiva è estenuante.
Il cane nero mi faceva dire e fare cose negative.
Mi faceva diventare irritabile ed era difficile starmi vicino.
Mi portò via l’ amore e seppellì la mia intimità. La cosa che amava di più era svegliarmi nel mezzo della notte e tenermi sveglio con pensieri martellanti ed angoscianti e non facevo altro che temere quanto sarebbe stato estenuante il giorno successivo.
Avere un cane nero non significa sentirsi tristi, un pò giù o demotivati, è molto peggio: è sentirsi privato della capacità di sentiere appieno le cose.
Con il tempo il cane nero diventò più grande, e cominciò a starmi intorno tutto il tempo.
Volevo scacciarlo e usavo tutti i modi che pensavo potessero farlo scappare pensavo lo facesse scappare, ma il più delle volte l’aveva vinta lui e lasciarsi andare giù diventò più facile che rialzarsi.
Così diventai bravo a curarmi da solo, e non mi aiutavo affatto; alla fine, mi sentivo totalmente isolato da tutto e da tutti.
Il cane nero era riuscito a sequestrare la mia vita.
Quando perdi ogni gioia della vita cominci a chiederti quale sia lo scopo di tutto ciò.
Per fortuna,  ho deciso di chiedere aiuto ad un esperto:  questo è stato il primo passo verso il recupero e una grande svolta della mia vita.
Ho imparato che non importa chi tu sia, il cane nero affligge milioni e milioni di persone, non guarda in faccia nessuno.
Ho imparato che non ci sono pillole magiche: le  medicina e possono aiutare alcuni, ma altri possono aver bisogno di un approccio diverso
Ho anche imparato che  condividere quello che provo con chi ho accanto può cambiare le cose.
La cosa più importante è che ho  imparato  a non temere il cane nero: ora ho  io  qualche trucco da insegnargli.
Quando sei stanco e stressato, lui abbaia più forte,  perciò è importante imparare a calmare la mente.
È provato clinicamente che un esercizio fisico regolare limita la depressione moderata alla stregua degli antidepressivi, quindi, fatti una passeggiata o una corretta e lascia dietro il bastardo.
Tieni un diario del tuo umore: vedere scritti i tuoi pensieri  può essere liberatorio  e a volte illuminante e ricorda di segnare le cose per cui essere grati.
La cosa più importante è ricordare  che  non importa quanto le cose vadano male, se fai i passi giusti, parli con le persone adatte, i giorni del cane nero possono sparire, e lo faranno.
Non  sono felice di aver avuto il cane nero, ma mi ha insegnato molto: mi ha costretto a rivalutare e semplificare  la mia vita. Ho imparato che invece di scappare  dai miei problemi, è molto meglio accoglierli.
Il cane nero farà  sempre parte della mia vita, ma non sarà mai il mostro che era : ora abbiamo un accordo.
Ho imparato dalla conoscenza, pazienza, disciplina e umorismo che  il peggiore cane nero può essere ridotto e guarito.
Se sei in difficoltà, non aver mai paura di chiedere aiuto, non bisogna vergognarsene: l’unica vergogna   sarebbe quella di arrendersi quando si tratta della propria vita.

Fonte: OMS

Veronica Gaia di Orio

“… c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, solo dall’altra parte,
proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami,
il tuo sorriso è la mia pace”.

Sant’Agostino

Dott.ssa Veronica Gaia di Orio
Phd in History of Contemporary Art
29 Giugno 1982 – 2 Marzo 2017